Descrizione
Finanziato da Gioacchino Murat, per un tratto di 10 Km. circa, nel 1810, per sopperire alla necessità di acqua per la città di Catanzaro, che aveva raggiunto all’epoca 15.000 abitanti.
Sono visibili i "torrini" nelle Biodiversità ed a Filippone, nei pressi del Visconte.
L’acquedotto fu ulteriormente ampliato in un intervallo temporale di circa 50 anni, dal 1840 al 1893 con la Galleria Trifoglio, per raggiungere 12 Km. circa di lunghezza.
L’opera di ingegneria idraulica, riconosciuta di notevole interesse storico-artistico dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Calabria, è stata inserita tra le opere di “Archeologia Industriale”.
La galleria è costituita in basso, da un canale semicurvo, lungo il quale scorre l’acqua, con soprastanti mensole in pietra di Gimigliano ogni 50 cm, sulle quali procedere.
Nelle gallerie sorgenti, l’acqua scorre lungo un canale senza mensole. Qui si potrà osservare come l’acqua schizza dal fondo e dalle pareti di roccia.